Quell'Aprile del 1945.......

La popolazione di San Germano come quella di tutta l'Italia Settentrionale vive quei giorni di fine Aprile del 1945 , tra sentimenti di speranza e forte proccupazione. L'esercito tedesco è in rotta verso la Germania incalzate dalle forze Anglo-Americane e dalle brigate partigiane .

Il 25 Aprile , Vercelli viene liberata dai reparti della 50° Brigata Garibaldi proveniente da Quinto Vercellese e dalla Villata , mentre la 182° Brigata proveniente da San Germano entra in Vercelli da porta Torino.

Su San Germano intanto incombe la minaccia del 75° Corpo d'armata Tedesco che nella sua ritirata verso la Germania stà attraversando il nostro territorio,il 29 Aprile la colonna è attestata a Cigliano , dove hanno inizio alcune trattative per concordare la resa , il giorno dopo senza preavviso la colonna si è mossa , e si è attestata a ridosso dei ponti del canale Cavour  (Crova e San Germano) .

Nella notte tra il 27 e 28 le formazioni partigiane del SAP di San Germano tentano con esito negativo di fare saltare i ponti sul canale Cavour , stessa cosa faranno i tedeschi , ma con esito parzialmente positivo , il 5 Maggio.

Nella giornata del 30 si svolgono frenetiche trattative tra i parlamentari (Mons. Aragnetti , Mons Ferraris ed un colonnello , e il comando tedesco , che ostenta la volontà di resistere e non arrendersi. A sera i parlamentari ritornano a Crova con alcuni membri della commissione Anglo-Americana , dove viene concordata una tregua per il giorno dopo.

Nella notte intanto arrivano le truppe Anglo-Americane , e il giorno 2 Maggio viene sottoscritta la resa incondizionata da parte della colonna tedesca.

Nei giorni successivi i prigionieri tedeschi attraversano San Germano in direzione di Vercelli , tra il sollievo dei nostri compaesani.

Tra la gioia per la fine della guerra e la curiosità verso le truppe Anglo-Americane attestate per  qualche giorno nel nostro paese , anche a San Germano come in tutto il resto dell'Italia Settentrionale , la vita riprende la sua normalità , lasciandosi dietro i lutti e gli orrori degli anni appena passati , che non hanno lasciato indenne il nostro paese.

Con il ritorno all'amministrazione comunale del Sgr Carlo Rossetti (ultimo sindaco democratico prima dell'era fascista ) e il ritorno nei mesi successivi dei sangermanesi reduci sui vari fronti , si chiude anche nel nostro paese il capitolo della 2° Guerra Mondiale , e inizia la nuova era del dopoguerra.

 

DA i bollettini militari delle formazioni partigiane della provincia di Vercelli e resoconti della Questura di Vercelli    (gennaio 1942-aprile 1945) Circondario di San Germano Vercellese
1936

Antonio Mairone, che fu arrestato il 9 ottobre 1936 a Torino perché sospettato di appartenere al movimento "Giustizia e libertà": risultò, tra l'altro, che si era occupato del reclutamento di volontari per le brigate internazionali spagnole; denunciato, con altri, al Tribunale speciale, per "cospirazione politica mediante associazione per attentare alla costituzione dello Stato", il 20 marzo 1937 fu assolto per non provata reità e scarcerato. Nato il 15 febbraio 1899 a San Germano Vercellese, residente a Torino, tornitore meccanico. Era noto alla polizia fin dal 1920 come anarchico, avendo riportato una condanna a quattordici anni di reclusione e a due anni di vigilanza speciale, per attentato con esplosivi contro agenti della forza pubblica. Scarcerato nell'agosto 1925 per amnistia, nel novembre del 1933, ritenuto "elemento pericoloso, capace di commettere al momento opportuno atti inconsulti", era stato inserito nell'elenco delle persone da arrestare in determinate circostanze

20 aprile 1942, 

S. Germano V. Su un manifesto di propaganda al Prestito, affisso sull'esterno della locale sede dell' "Istituto S. Paolo" viene scritta a matita una frase di offesa al Duce.

31 dicembre 1943
I sottoindicati giovani sono stati tratti in arresto perché renitenti alla leva: Nodari Angelo, residente a S. Germano, classe 1925, Savazzini Dante, res. S. Germano, classe 1924.
12 febbraio 1944
Anselmino Giacomo da S. Germano V., ex vigile del fuoco: arrestato perché responsabile di offesa al Duce.

Nato il 28 febbraio 1908 a Torino, residente a San Germano Vercellese, vigile del fuoco. Il 26 gennaio 1944, in un’osteria di Vercelli, pronunciò frasi offensive «all’indirizzo del Duce e del Fuhrer: “È stato il Duce a rovinare l’Italia. Anche Hitler verrà buttato giù”». Un milite in borghese, «dopo di averlo severamente redarguito», lo fece prelevare da una pattuglia del battaglione “M” e accompagnare in Questura. Interrogato, confermò in parte gli addebiti. Pur essendo risultato che in precedenza non aveva mai dato luogo a rilievi con il suo comportamento politico, fu radiato dal ruolo e denunciato

24 maggio 1944

Il 24 corrente, alle ore 22,15, nei pressi di S. Germano Vercellese, il treno 5308, che trasportava mondariso, venne spezzato in due dallo scoppio di una mina, posta sulle rotaie da banditi. Nessuna vittima. Il traffico fu riattivato in giornata.

 

6 giugno 1944

Il 6 corrente, alle ore 3,25, al transito del treno 5812, al km. 65,650, in prossimità del passaggio al livello del tratto Olcenengo-S. Germano Vercellese, scoppiava un ordigno applicato su una rotaia, provocando la rottura di metri 2,50 di binario e il deviamento di due carri carichi. Lievi danni alla locomotiva, che proseguiva verso S. Germano Vercellese, con 4 carri. Non si lamentano feriti.

Il 6 corrente, alle ore 3,25, sul tratto ferroviario Olcenengo-S. Germano Vercellese, il treno 5912 deviò in seguito a scoppio di un ordigno. Lievi danni alla locomotiva e a due binari. Il traffico fu riattivato nello stesso giorno.

 

15 giugno 1944

Il 15 corrente, alle ore 3,45, circa 60 uomini armati fermavano alla stazione di S. Germano (VERCELLI), il treno 1220 diretto a Milano, prelevando un ufficiale e 2 sottufficiali italiani, viaggianti in detto treno. Notiziario del 16 giugno 1944, p. 45, UO Nella notte sul 15 corrente, alle ore 0,20, trenta banditi armati penetravano nella stazione di S. GERMANO VERCELLESE, tratto VERCELLI-SANTHIÀ e distruggevano gli apparati telegrafici. Successivamente facevano saltare la rotaia sinistra del binario dispari, nel recinto della stazione all’altezza del cimitero, interrompendo il binario per la lunghezza di circa 30 metri. Inoltre prelevavano dalla cassa del capo stazione circa L. 4.000. Successivamente, verso le ore 1,30, disarmavano una pattuglia della G.N.R. di ritorno dalla stazione per ultimato servizio e si facevano accompagnare dalla stessa alla caserma del distaccamento G.N.R. costringendo l’allievo milite FABBRINO, che faceva parte della pattuglia, a farsi riconoscere dal piantone per indurlo ad aprire. Questi infatti apriva la porta, in buona fede, talché i banditi penetravano nella caserma, ove potevano disarmare i sei militi presenti, colti di sorpresa. Infine i banditi saccheggiavano il treno 5319 presso la stazione di S. GERMANO VERCELLESE, facendo discendere il personale di macchina e di scorta e lanciavano, senza guida, la locomotiva, la quale veniva arrestata in prossimità della stazione di VERCELLI dal caporale tedesco WILLI BENCH, di servizio in stazione, senza incidenti. Anche  i viaggiatori del treno 1220 locale VERCELLI-TORINO venivano fatti scendere e sostare alla stazione di S. GERMANO VERCELLESE, fino alle ore 4,30.

 

17 luglio 1944
Guglielmina Albina da S. Germano Vercellese, Gallo Maria da Vercelli: fermate perché sorprese a circolare durante le ore di coprifuoco.

19 agosto 1944

Il 19 corrente, fra le stazioni ferroviarie di Santhià e S. Germano, ignoti sabotatori, mediante cariche esplosive, interrompevano entrambi i binari.

 

26 agosto 1944

Il 26 corrente, alle ore 20, fra Santhià e S. Germano Vercellese, a 6 metri dalla testata del ponte sul canale Cavour, alcuni banditi collocavano sotto i binari tre ordigni esplosivi. Il passaggio del treno merci 5308 ne provocava lo scoppio, ma pur essendo saltati metri 2,30 di binario il convoglio poteva proseguire normalmente. Il casellante, che abita vicino al luogo dell’attentato, prelevato con la moglie prima dell’attentato, veniva rilasciato subito dopo.

 

27 agosto 1944

Il 27 agosto u. s. alle ore 20,30, tra le stazioni ferroviarie di Santhià e S. Germano Vercellese, al transito del treno 5308 esplodeva un ordigno che cagionava danni a una rotaia

 

3 settembre 1944
Verso le ore 22,30 di ieri elementi sconosciuti ritenuti ribelli facevano saltare mediante esplosivo un tratto della linea ferroviaria Torino-Milano, fra le stazioni di S. Germano e Olcenengo. Non si lamentano vittime. Linea riattivata.

8 settembre 1944

Il 4 corrente, fra le stazioni ferroviarie di Santhià e S. Germano Vercellese, ignoti banditi facevano esplodere alcuni ordigni, che causavano la rottura dei binari in sette punti diversi.

 

16 settembre
Sansalvadore Vincenzo da S. Germano Vercellese: fermato perché disertore.
24 settembre 1944
Ieri, a scopo di sabotaggio, elementi ribelli facevano saltare mediante esplosivo entrambi i binari della linea ferroviaria Milano-Torino sul ponte sul canale Cavour tra le stazioni di Santhià e S. Germano. Un binario è stato riattivato ed il traffico si svolge regolarmante.
15 ottobre 1944
Verso le ore 20 di ieri sera elementi ribelli entravano nella stazione ferroviaria di S. Germano e dopo aver immobilizzato il personale di servizio danneggiavano l'apparecchio telegrafico, il blocco scambi e scassinavano la cassaforte asportando lire 5.000. Gli apparati telegrafici sono stati riparati mentre gli scambi sono ancora inutilizzati. I predetti si allontanavano dirigendosi verso Santhià.

22 ottobre 1944

Il 22 ottobre u. s., in S. Germano Vercellese, una pattuglia della sezione operativa del comando del nucleo G.N.R. ferroviaria, in servizio di perlustrazione lungo la linea ferroviaria, veniva a contatto con un forte gruppo di fuori legge, che tentavano di danneggiare la linea. I militi, benché inferiori di numero, attaccavano i banditi, mettendoli in breve tempo in fuga. Venivano ricuperate armi e munizioni.

 

13 novembre 1944


Verso le ore 20,30 sconosciuti lanciavano alcuni sassi contro i militari del posto di s.s. sito sulla strada per Olcenengo colpendo un militare che è stato ricoverato al locale ospedale civile. Col fuoco delle armi in dotazione i soldati di servizio fugavano gli sconosciuti.
Questa mattina verso le ore 8 elementi ribelli dopo essere penetrati nei locali del municipio di S. Germano asportavano tre macchine da scrivere e danneggiavano l'apparecchio telefonico. Dopo pochi minuti gli stessi si allontanavano con un carrettino a mano carico di sacchi di grano probabilmente rubato ad agricoltori della zona.

Contemporaneamente altri fuori legge asportavano dello scalo ferroviario una macchina da scrivere, 90 lenzuola. Inoltre asportavano tutto il denaro esistente in cassa per l’ammontare di L. 2.800. Nell’allontanarsi danneggiavano gli apparati telegrafici.


30 novembre 1944

In data imprecisata degli ultimi giorni di novembre u. s., in S. Germano Vercellese, i fuori-legge asportavano dal magazzino approvvigionamenti FF.SS. lenzuola, federe per cuscini, coperte di lana e tela. Mentre si allontanavano con la refurtiva i banditi erano attaccati da un reparto della Legione “Muti” e dopo violento conflitto si allontanavano lasciando sul terreno la refurtiva ed alcuni morti.

 

1 dicembre 1944

Il 1o corr., alle 18,30, in S. Germano Vercellese due banditi armati si presentavano nell’abitazione di tale Romualdo Riva, imponendo a questi la consegna di un carro agricolo e un cavallo. Recatisi quindi nel magazzino della ditta “Sapri”, dopo aver reso inservibile l’apparecchio telefonico, imponevano al dirigente la consegna di 500 tele di juta, per un valore complessivo di circa L. 50.000, che caricavano sul carro precedentemente rubato.

 

9 gennaio 1945

Il 9 corrente, in S. Germano Vercellese, banditi asportavano dai locali della “Società anonima magazzini generali” filo telefonico

 

14 gennaio 1945

Il 14 corrente, in S. Germano Vercellese, alcuni banditi armati penetravano nella rivendita di generi di monopolio di tale Pierino ROGGETTO, donde asportavano Kg. 2 di tabacchi.

 

31 gennaio 1945

Il 31 genn. u. s., fra le stazioni ferroviarie di S. Germano Vercellese e Olcenengo, e precisamente al km. 65, banditi, mediante cariche esplosive facevano saltare entrambi i binari

11 febbraio 1945
Alle ore 21 di ieri elementi ribelli bloccavano nella stazione di S. Germano il treno merci 8920 proveniente da Vercelli. Dopo aver imposto al personale di servizio di abbandonare il convoglio, perquisivano tutti i vagoni e sparavano contro un carro ove trovavano quattro militari tedeschi e parecchi civili, ferendo gravemente uno di questi ultimi, e prelevando i quattro militari. Successivamente staccata la locomotiva con due vagoni scudo, la avviavano a tutta forza verso Santhià. Detta locomotiva, priva di controllo, nella stazione di Tronzano cozzava contro il treno viaggiatori in partenza per Vercelli. Danni al materiale e nessuna vittima. Il civile ferito a S. Germano, tal Perillo Marco, da Torino veniva ricoverato in questo ospedale maggiore ove decedeva.
Questa notte elementi sabotatori interrompevano la linea telefonica tra Caresanablot e Quinto Vercellese.

2 febbraio 1945

Il 2 corr., verso le 15,30, sul tratto Santhià-S. Germano Vercellese, della linea ferroviaria Torino-Milano, elementi fuori-legge facevano saltare un tratto di linea mediante ordigni esplosivi.

 

10 febbraio 1945

Il 10 corr., verso le 21, nello scalo di San Germano Vercellese, una quarantina di fuori-legge fermavano un treno merci proveniente da Vercelli. Dopo aver fatto scendere il personale di macchina, lanciavano la locomotiva a forte velocità in direzione di Santhià. La macchina oltrepassata la stazione di Tronzano Vercellese, andava a cozzare contro il treno viaggiatori 1215 (Torino-Novara), provocando il deragliamento della locomotiva del convoglio e di quattro carri scudo. I fuori-legge sparavano poi raffiche di armi automatiche contro un carro del treno merci nel quale si trovavano alcuni viaggiatori e militari germanici. Ferito gravemente un civile mentre quattro militari tedeschi erano prelevati.

 

15 febbraio 1945

Il 15 corr., alle 21, in S. Germano Vercellese, al Km. 64, fuori-legge facevano scoppiare un ordigno esplosivo, collocato sulle rotaie, danneggiando il binario unico. Nessuna vittima.

 

21febbraio 1945

Il 21 febbraio u. s., nella stazione ferroviaria di S. Germano Vercellese, banditi incendiavano tre carri, carichi di merce varia

 

24 febbraio 1945
Alle ore 18,40 di ieri elementi ribelli danneggiavano gli apparecchi telefonici e telegrafici della stazione ferroviaria di S. Germano e prelevavano il capo stazione e la di lui moglie.

25 febbraio 1945

Il 25 corrente, alle ore 15, due militi della Compagnia O.P. della G.N.R. di Bergamo, recatisi a diporto da Biella a SAN GERMANO (VERCELLI), erano aggrediti e uccisi da fuori legge. Legionari dello stesso reparto trasportavano le salme a Biella, ove erano intraprese azioni di rappresaglia. Tali azioni erano stigmatizzate dalla popolazione che non era a conoscenza dell’uccisione dei predetti militi.

 

1 aprile 1945
Questa notte, elementi ribelli nella stazione di S. Germano Vercellese aprivano il fuoco con armi automatiche e bombe a mano contro il treno viaggiatori n. 1215 proveniente da Torino. Alcuni militari che viaggiavano su detto treno rispondevano al fuoco, fugando gli aggressori. Si lamentano due feriti, serg. Masole Giuseppe, residente a Novara e Romani Racchio da Vercelli (civile), che sono stati ricoverati presso l'ospedale maggiore di Vercelli.
Gonella Giovanni da Vercelli, Bianchi Zaverino da Trino Vercellese: i suddetti sono stati fermati perché sospetti favoreggiatori di ribelli.
1 marzo 1945
Una squadra di nove uomini appartenenti al plotone comando della 118a brigata "Servadei" operante nel Vercellese, eludendo le guardie alla stazionedi S. Germano, in un deciso colpo di mano, catturava da un treno proveniente da Torino venti prigionieri tra ufficiali, sottufficiali, ausiliarie e truppa. Sono stati recuperati: 4 fucili mod. 30, 2 moschetti, 9 pistole e 7 bombe a mano.

5 marzo 1945

Fa seguito alla relazione inserita nel notiziario del 3 corrente, pagina 14. Il 5 corrente, nei pressi di Novara, sul letto del canale Cavour, in seguito a prosciugamento, erano rinvenuti i cadaveri del capo stazione di S. Germano Vercellese, Anselmo GALLI, e della di lui consorte prelevati dai fuori legge il 23 febbraio u. s. I corpi delle vittime presentavano i segni delle orribili sevizie a cui erano stati sottoposti.

 

14 marzo 1945

Il 14 corrente, fra le stazioni S. GERMANO VERCELLESE e CASCINA ROBARELLO (VERCELLI), esplodevano al passaggio del treno NOVARA-TORINO, 14 ordigni esplosivi che causavano la rottura di metri 30 di rotaia e lo svio di un carro ferroviario.

 

31 marzo 1945
Un volontario della brigata "Nello " ed uno della brigata "Osella" catturavano sulla provinciale Torino-Milano, due militi. Ricuperato un mitra Beretta ed un moschetto.
Il plotone comando della 118a brigata "Servadei" si recava alla stazione di S. Germano per fermare il treno proveniente da Torino. Giunto il treno in stazione i nostri tentavano di bloccare tutte le uscite ma venivano investiti da violenta sparatoria da parte della scorta al treno stesso. Venuta a mancare la sorpresa, dopo breve sparatoria i nostri desistevano dallo scopo prefisso. Il capo plotone Quargnul rimaneva ferito durante il combattimento. Risultano sei feriti tra i nemici.
29 gennaio
[Battaglione "Vercelli"]. Sabotata la stazione di Saluggia: scambi e impianti di stazione. Interrotta la linea Torino-Milano tra Bianzè e Tronzano. Interrotta la linea Torino-Milano tra Olcenengo e San Germano. Sabotata completamente la stazione di Livorno Ferraris.
31 gennaio
[Battaglione "Vercelli"] Sabotata la stazione di S. Antonino. Interrotta la linea Torino-Milano tra Olcenengo e S. Germano. Abbattuta presso Vercelli una fondamentale piramide di alta tensione. Interrotta la linea Torino-Milano tra Torrazza e Saluggia.
1 febbraio
[Battaglione "Vercelli"] Presso Santhià vengono colpiti due tedeschi. Sabotata la stazione di Tronzano. Interrotta la linea Torino-Milano tra Torrazza e Saluggia. Interrotta la linea Torino-Milano tra Olcenengo e S. Germano. Interrotta la linea Torino-Milano tra Livorno Ferraris e S. Antonino.
21 febbraio
Elementi del battaglione "Vercelli" catturano presso Santhià un tedesco armato di mitra. Elementi dello stesso battaglione fanno saltare un treno tra San Germano e Santhià e ne fanno deragliare un altro nella stazione di Olcenengo: su quest'ultimo catturano 5 tedeschi e 2 fascisti e uccidono un tedesco.
23 febbraio
Elementi del battaglione "Vercelli" incendiano in stazione San Germano Vercellese 3 vagoni di materiale diretto in Germania.
5 aprile 1945
Un distaccamento della 110a brigata attacca presso Cossato una colonna di un centinaio di fascisti. Dopo una ventina di minuti di fuoco il nostro distaccamento si ritira senza perdite. Morti e feriti in numero non accertato da parte nemica.
Elementi Sap interrompono la ferrovia Torino-Milano tra San Germano e Olcenengo.
Il 5 corrente, pile ore 20, tra le stazioni di Olcenengo e S. Germano Vercellese, al km. 186 65, fuori legge, mediante ordigno esplosivo, danneggiavano il binario unico, interrompendo la circolazione dei treni.


8 aprile 1945

L’8 corrente, alle ore 19, fra le stazioni di S. Germano Vercellese e Olcenengo, al km. 65, fuori legge, mediante ordigni esplosivi, cagionavano la rottura di una rotaia.

 

11 aprile 1945

L’11 corrente, alle ore 12, fra le stazioni di S. Germano Vercellese e Santhià, al Km. 65, fuori legge a mezzo di ordigni esplosivi interrompevano il binario unico.

 

Dal diario di guerra di un sedicenne (1944-1945) Giuseppe Spina

Nel pomeriggio ci avviciniamo a San Germano Vercellese. Un gruppo di persone sostava alle prime case dell'abitato: atteggiamento nient' affatto amichevole! Ma noi... dritti: muso franco, aria serena, impassibili. - Venite... venite - fanno ... fanno quelli - Cosa credete? Vi riconosciamo...Siete dei traditori fascisti... Adesso vi aggiustiamo noi! E ci prendono in mezzo , ci stringono , ci spingono......

 

26 aprile
La 12a divisione ha iniziato l'attacco di Vercelli e stasera una parte della città risulta già liberata. La 182a brigata è pure in azione su Vercelli.
Intanto la 75a brigata si sta spostando per presidiare l'intero triangolo stradale centrale della zona (San Germano Vercellese, Tronzano, Santhià). L'attacco a Cigliano pare essere al termine. Le forze nemiche (Rau e esercito) sono state in buona parte disperse con perdite assai gravi. Un reparto alpino si è arreso. La 2a brigata continua a presidiare il Biellese, ma vi sposta forze verso sud a costituire massa di manovra in pianura.

Altre notizie ....

La 75ª Brigata Garibaldi, incaricata di presidiare la zona di San Germano Vercellese, Tronzano e Santhià, stava affrontando con l’aiuto di due distaccamenti della 2ª Brigata la violenta resistenza fascista a Cigliano (infine debellata il giorno 27), mentre i garibaldini appartenenti alla XII Divisione "Nedo" e alla 182ª Brigata avevano ormai raggiunto Vercelli, presidiata da un forte concentramento di truppe tedesche e repubblicane.

 in MICHELE SARFATTI, Gli ebrei nell’Italia fascista, Torino, Einaudi, 2007, pp. 204-205. 19 In ASV, Prefettura di Vercelli, Gabinetto, parte I, mazzo 52, si trova una ricca documentazione sull’imposizione del regime di suonare le campane per le ricorrenze patriottiche, dagli anni trenta in poi. Molte le repliche dei religiosi, che invece volevano il suono solo per le manifestazioni della Chiesa. Don Bianco si oppose; per l’entrata in guerra scrisse: «Avrei preferito vedere in polvere le mie campane piuttosto che suonarle per la guerra», «tristissimo giorno». Più volte rivelò la passione per le campane, che segnavano i momenti della vita di San Grisante. Nel 1964 ricordava: «Memorandi i nostri viaggi notturni, a fari spenti, quando con alcuni coraggiosi, riportammo a tutte le parrocchie vicine le campane rubateci dai tedeschi. Stavano in un cortile di San Germano, presso la caserma dei carabinieri... Li abbiamo pregati di... dormire e noi abbiamo vegliato, caricandole su camion e riportandole donde erano state prese, tre trasporti», in M. MILANO (a cura di), op. cit., vol. I, p. 26

Giorgio Marincola e la missione “Bamon” - Saggio di CARLO COSTA - LORENZO TEODONIO 9 settembre: una squadra di partigiani Gl in collaborazione con i componenti la missione Militare Alleata si recava nuovamente sulla linea Torino-Milano per continuare nell’opera di sabotaggio. Nel mentre si recava sul tratto prestabilito veniva a conoscenza che a San Germano Vercellese vi era no dei militari dell’esercito repubblicano. Con azione di sorpresa i 6 militari, perché tale era la loro forza, venivano disarmati. Risultato: 6 moschetti e relative dotazioni di munizioni. Bombe a mano italiane e tedesche di cui una tedesca di nuovo tipo (a liquido). Proseguiva poi la marcia e si portava nelle vicinanza del Po sul tratto ferroviario Livorno Ferraris-Bianzè.

Facchini, Antonio Nato il 20 maggio 1926 a Bovigno (recte: Bovegno, Bs), ivi residente, mondariso. Fu arrestato il 10 giugno 1944, a San Germano Vercellese, poiché ritenuto responsabile di aver scritto, insieme al minorenne Fausto Zuppini, frasi antifasciste sul muro del suo dormitorio. «Opportunamente interrogato», negò di esserne l’autore, asserendo di aver assistito alla «compilazione avvenuta ad opera di certo Vivenzi Giuseppe». Essendo invece risultata provata la sua responsabilità, ed essendo «individuo [...] di sentimenti nettamente antifascisti», fu denunciato al Tribunale speciale, sezione di Torino, in stato di arresto. In data imprecisata, ma anteriore al 27 dicembre, il procedimento fu archiviato.

Boggio, Guido. Diffidato il 12 ottobre 1944. Potrebbe trattarsi dello schedato dalla Questura nel 1944, nato nel 1902 a San Germano Vercellese, ivi residente, commerciante, comunista

Anselmino, Giacomo Nato il 28 febbraio 1908 a Torino, residente a San Germano Vercellese, vigile del fuoco. Il 26 gennaio 1944, in un’osteria di Vercelli, pronunciò frasi offensive «all’indirizzo del Duce e del Fuhrer: “È stato il Duce a rovinare l’Italia. Anche Hitler verrà buttato giù”». Un milite in borghese, «dopo di averlo severamente redarguito», lo fece prelevare da una pattuglia del battaglione “M” e accompagnare in Questura. Interrogato, confermò in parte gli addebiti. Pur essendo risultato che in precedenza non aveva mai dato luogo a rilievi con il suo comportamento politico, fu radiato dal ruolo e denunciato al Tribunale speciale, sezione di Torino.

 

Disavventura di due sangermanesi in epoca di Tribunale Speciale

In data 20/11/1927 due sangermanesi ; ; Pasquino Antonio , nato il 10.11.1900 a San Germano Vercellese e Pasquino Giuseppe , nato il 16.3.1899 a San Germano Vercellese in compagnia di Gaviglio Mario , nato il 9.1.1881 a Vercelli , si trovano verso le ore 21 nell'esercizio ad uso albergo della "Posta Vecchia" sito in Vercelli , a bere del vino , ad un tratto vennero a questione con un altro avventore. Ad un certo punto della disputa il Gaviglio Mario ebbe ripetutamente a profferire la frase : "Viva Lenin", per cui fece intervenire il Carabiniere in borghese , perché in licenza , Premoli ; che subito tentò di calmare gli animi e di identificare l'autore delle grida sediziose. Invece il Pasquino Antonio , sapendo che l'intervenuto era un carabiniere , dichiaratosi fascista diede un ceffone all'agente della forza pubblica . Il Premoli temendo guai peggiori cercò di farsi dichiarare le generalità , ma tanto i fratelli Pasquino e il Gaviglio opposero deciso rifiuto .

Perciò furono denunziati : per propaganda sovversiva , per oltraggio e per rifiuto delle generalità , al Tribunale speciale per la difesa dello stato. In capo ai punti ; Art.4 u.c. della legge n.2008 del 25/11/1926 , , per avere pubblicamente in Vercelli , il 20.11.1927 , nell'osteria della « Posta Vecchia » , gridando ripetutamente la frase : « Viva Lenin » , fatto propaganda della dottrina e dei programmi del Partito Comunista e per aver "Nell'osteria della Posta Vecchia il 20/11/1927 , offeso il carabiniere in abiti civili Premoli Mattia a causa delle sue funzioni , colpendolo con uno schiaffo , e dopo che il Premoli aveva dichiarato la sua qualità di pubblico ufficiale.

Con  SENTENZA N. 47 - 744/1927 - La Commissione Istruttoria presso il Tribunale Speciale per la difesa dello Stato composta da ;

Presidente - Muscarà Achille - Generale di Divisione

 Giudice Relatore - Presti Giovanni

 Giudici - Pessani Claudio - Console della M.V.S.N. e De Rogis Giuseppe - Senioer della M.V.S.N.

Vengono tutti condannati con art. 194-195 del C.P. alla pena complessiva di un mese e due giorni di detenzione , e a L. 50 di ammenda.