Il Priorato di Capriasco

Le vicende di Capriasco, un grosso tenimento posto su quella grande arteria che è la strada romana, detta nel Medioevo Francigena, che attraversa il paese e da cui dista pochi chilometri, sono indubbiamente interessanti .La cascina compare per la prima volta il lO giugno del 1170 in un atto di donazione, dono et offero, fatto dal vercellese Giovanni, detto Bazano, che dichiara di vivere secondo la legge longobarda. AII'Abbazia di Santa Maria di Vezzolano, tramite Guidone "preposto" della medesima, viene donata una chiesa costruita nel luogo detto Capriasco, locum ubi dicitur Craueascum, con ogni possedimento pertinente alla medesima. La chiesa fondata dallo stesso Giovanni Bazzano è intitolata alla Beata Vergine Maria e al Beato Pietro apostolo. La rionazione viene fatta in presenza di Sibilia, Bombello, ed ancora Sibilia rispettivamente moglie, figlio e nuora del Bazanus, che sono tutti consenzienti. Rimane difficile spiegare la scelta di un'abbazia così lontana ed il motivo è quello di sempre, pro rimedio anime mee, "per la salvezza della mia anima", senza dimenticare naturalmente quella della moglie, del figlio, della nuora e della madre, et uxoris et filii et nurus et matris. La chiesa della Beata Vergine e del Beato Pietro apostolo aveva sempre un suo sacerdote, se all'atto di donazione avvenuto in casa dello stesso Bazano era presente anche il presbiter Martinus de Craueasco.  In seguito dal priore di Vezzolano venne aperto un convento. Nella serie dei frati di Vezzolano compaiono i nomi di due canonici provenienti da questo priorato, Anricus de Cavreasco nel 1219 e Pietro di Moncucco priore di Capriasco esattamente un secolo dopo. Nella seconda metà del secolo XVI il nostro Priorato appare come una proprietà dei Fieschi ma non vi è la documentazione del suo passaggio dall'Abbazia di Vezzolano ai Fieschi di Masserano e Crevacuore.Giovanni Filippo Fieschi del ramo di Crevacuore, rinnovando la Collegiata di Masserano, ottenne, il 28 novembre del 1561, da Pio 1V una Bolla detta della seconda erezione. In questa Bolla abbiamo testimonianza del mutamento di proprietà, infatti alla mensa capitolare, per formare la dote annua in perpetuo, sustentatione pensio annua et perpetua, ai due rettori, ai sei canonici, ai due sacristi e al predicatore vengono assegnati 180 scudi d'oro provenienti dal reddito del priorato di San Pietro di Capriasco dell'ordine di Sant' Agostino... centum et octoginta scutorum super prioratus Sancti Petri de Capriasco ordinis Sancti Augustini fructibus reditibus et proventibus perpetuo reservaretur constitueretur, et assignaretur... Parte di tale dote poteva essere finalizzata anche ad altri scopi, come alla difesa contro i Turchi, gli infedeli e gli eretici.. Dai titolari beneficiati, titulares beneficiatos  cioè i commendatari, poteva essere trattenuta una quota, pars rata in caso di carestia, perdita del raccolto, inondazione, siccità, grandine e di qualunque altro evento eccezionale, famis ammissionis fructum etiam omnium ac inondationis siccitatis grandinis.....calamità peraltro fino allora mai avvenute, quod ad hac usque tempora non everit... Il territorio di Capriasco poteva quindi, in quel tempo, essere considerato a buona ragione molto fortunato!Giovanni Filippo Fieschi, ottenuta la dispensa apostolica, cede in commenda il priorato con le sue rendite, i suoi frutti e diritti al dilectum filium loannem Petrum Carsanam scholarem Vercellensem finchè fosse vissuto. Giovanni Pietro ed i suoi successori avevano l'obbligo di pagare quella somma al Capitolo di Masserano, metà a San Giovanni ed il resto a Natale, pena la scomunica, sententiam excommunicationis incurrat, se il pagamento differisse più di un mese e non potevano ottenere il beneficio dell'assoluzione finche tutto il debito non fosse stato estinto, tunc debita integre satisfactum .Circa il trasferimento del Priorato di Capriasco dall'Abbazia di Vezzolano ai Fieschi si può fare una congettura. Alla morte, nel 1348, di Emanuele Fieschi, nominato vescovo di Vercelli dal papa Clemente VII che si trovava ad Avignone, alla curia eusebiana successe il cugino Giovanni Fieschi, uomo dal carattere autoritario e militaresco che cercò, urtandosi irreparabilmente con i Biellesi e i Visconti, con ogni mezzo di imporre l'antica egemonia ecclesiastica e di sollevare il prestigio della propria casata, cacciata da Genova nel 1339. Quando i Biellesi nel 1377 si ribellarono imprigionandolo, gli rimasero solo le terre di Masserano e Crevacuore che per salvaguardarle le pose sotto la protezione del Pontefice, passando in seguito ogni suo diritto al fratello Nicolò, dando cosi origine al feudo dei Fieschi, stirpe a cui apparteneva Giovanni Filippo priore di Capriasco che aveva rinnovato la Collegiata di Masserano Giovanni Fieschi nel 1372, spodestando l' Abbazia di Sant'Andrea, si era impadronito di San Germano, territorio che aveva avuto più volte occasione di conoscere, (nel 1374 aveva contro i Visconti ottenuto una egregia victoria apud S. Cermanum. E' probabile che il Fieschi si appropriasse nel contempo anche del Priorato di Capriasco che dipendeva direttamente dal Pontefice e non dal vescovo di Vercelli. Quando nel 1377 il Vescovo fu imprigionato e San Germano si diede ai Savoia, è possibile che il priorato non ritornasse alla tanto lontana Abbazia di Vezzolano, ma rimanesse ai Fieschi. Nel giro dei secoli il Priorato passò a vari personaggi finche arrivò al cardinale e vescovo di Vercelli Guido Ferrero (1537-1585) della casata dei Ferrero, che per adozione era succeduta a quella dei Fieschi. Il Cardinale, personaggio molto influente, cugino di Besso, Signore di Masserano, e anche di San Carlo Borromeo, decretò che alla prima vacanza il priorato dovesse unirsi al nuovo seminario di Vercelli. In seguito nel 1639 mancando il priore Guido, sempre della famiglia Ferrero, il seminario vercellese ne prese possesso, ma la Santa Sede nominò un nuovo priore nella persona dell'abate Giovanni Ferrero. Nacque in questo modo una lite tra la curia romana e quella eusebiana che si compose nel 1648. Del tenimento furono assegnate 125 giornate al seminario e le restanti al nuovo priore . A Giovanni Ferrero succedette l'abate Spinelli di origine sangermanese, morto il quale il priorato di Capriasco, ridotto a semplice beneficio, passò definitivamente al seminario vercellese, che contrasse pure l'obbligo di pagare i 180 scudi d'oro al Capitolo di Masserano. La popolazione di Capriasco nel 1860 era di 67 abitanti.

(A.Corona - Piccole storie sangermanesi - 1996)

Atti Ufficiali riguardanti il Priorato di Capriasco

Donazione fatta da un certo Gio. detto Bazano di Vercelli di consenso di Sibilla sua Moglie, Bombello suo figliuolo, e Sibilla sua Nuora a favore della Chiesa, o sia Canonica di S.ta Maria di Vezzolano d'una Chiesa nel luogo di Capriasco dedicata in onore di S.ta Maria, e S. Pietro Apostolo da lui fondata con tutti li beni dalla medesima dipendenti sotto la riserva del Ius patronato a favore di detto Bazano, e suoi Eredi. 14. giugno 1170.

Segue in ordine di data la bolla del papa Alessandro III in data di Anagni li 10 di luglio 1176, con cui a preghiera del preposto Guidone prese nuovamente la chiesa di Vezzolano con tutti i suoi possessi e dipendenze sotto la protezione di S. Pietro

Fra l’ottobre 1404 e il febbraio 1405 anche molti enti ecclesiastici del Vercellese seguono l’esempio dei nobili sottomettendosi al conte di Savoia. La cancelleria elabora per l’occasione un modello di atto adeguato alla situazione e seguito alla lettera in quasi tutti i casi: il priore di S. Pietro di Capriasco, la badessa di S. Pietro di Lenta, l’abate di S.Signorie e comunità rurali nel Vercellese impaginato Salvatore della Bessa, quello di S. Benedetto di Muleggio dichiarano che a causa della guerra sono stati espulsi dai nemici, il monastero è stato saccheggiato, gli arredi sacri dispersi, il luogo è disabitato e il culto divino cessato; perciò vogliono porsi sotto la protezione di un principe potente che protegga i religiosi, i conversi e i loro uomini, e si sottomettono alla signoria del conte, riconoscendogli piena giurisdizione su tutti i propri  homines, i quali pagheranno un ducato per fuoco. ). Prima del 1405, era Priore fra Luchino d’Asti, a cui successe, con Bolle Pontificie antipapa Giovanni XIII scil.Giovanni XXIII dell’antipapa Giovanni XIII, 29 marzo, il Can. Guglielmo Avogadro, di Casanova, che, nel Sinodo 1431 in Vernante e per procura data al fratello D. Martino, permuta Capriasco col Priorato di Nevigliano, posseduto dal Can. Giacomo dello stesso casato. Questo Giacomo Priore di Capriasco e Ministro dell’Ospedale di S. Andrea di Vercelli, in data 24 aprile 1458, è teste in un sunto autentico e giudiziario della Bolla di Innocenzo IV, 1248, fatto da copia autentica esistente in Vezzolano nella Camera cubicolare dell’Abate. Corrado De Lerinis, Priore di Capriasco, è presente nell’atto 1485.Ma Capriasco in questo tempo era già passato in Commenda, perché in A. S. T. 2, si legge, 4 febbraio 1485, che i Bazano eleggono a Priore D. Francesco Colomberio, Can. di Losanna e Vicario di Montegiove, per la morte del Rettore R. P. Domenico Ant. Fieschi, Vescovo di Mondovì. Avanti al Vicario Generale di Vercelli, nel 1569, vi furono atti di contestazione dei Bazano contro Lodovico Buronzo, provvisto dal Card. Vescovo di Vercelli; la sentenza favorì il Buronzo, perché la Visita 3 agosto 1573 trova investito il Buronzo, e, alli 11 maggio 1581, si fa la riduzione del Beneficio per la morte del medesimo. Per Bolle, 23 agosto 1582, di Papa Gregorio XIII, l’Ab. di Vezzolano dà istituzione del Priorato a Giov. Pietro Bazano. La relazione Parrocchiale di S. Germano, 1601, dice che nei giorni feriali celebra il Cappellano D. G. B. Costa da Andorno e che parte del reddito va al Capitolo di Masserano. La Visita Past., 1606, trova ancora Priore D. G. Pietro Bazano, di Viancino, però il Cappellano sta a S. Germano, e da mesi non si celebra, sebbene vi sia obbligo della Messa festiva; gli arredi sono tollerabili; le case coloniche da riparare; le famiglie coloniche /103/ cinque; il reddito di 500 scudi d’oro. Con atto 29 settembre 1624, il nuovo Priore Guido Ferrero della Marmora dà in locazione a Tomaso Ricci le cinque masserizie, per l’annuo canone di scudi 950.

Morto il Guido, il 15 febbraio 1639 l’Ab. di Vezzolano nomina il nipote del defunto, Giuseppe Ferrero, Dott. in ambe leggi, referendario Apostolico e poscia anche Abate dei S.S. Vittore e Costanzo, in Villar San Costanzo. Il detto Priore, il 17 settembre 1695, attestava essere Capriasco di Collazione dell’Abbazia di Vezzolano (A. S. T. 2.)

Atti delli Sig.ri Bazani di Vianzino, e Leone Bazano per essi nominato al Priorato di Capriasco contro il Prete Ludovico di Buronzo provisto del medesimo dal Cardinale di Vercelli, agitati avanti il Vicario Generale del Vescovado di detta Città. 1569. 

Atti di riduzione alle mani regie de' Redditi del Priorato di S. Pietro di Capriasco vacato per la morte del Prete Luiggi Buronzo. 11.Maggio 1581 

Processo fulminante seguito nanti il Vicario Generale di Vercelli Delegato Appostolico per l'esecuzione delle Bolle del Papa Gregorio XIII di colazione del Priorato di Capriasco Patronato della Famiglia Bazana di Vercelli, e d'istituzione fatta dall'Abbate di Vezzolano a favore del Prete D. Gio. Pietro Bazano. 23. Aprile 1582 

 

Bolla del Papa Clemente XI di collazione del Priorato di S.ta Maria, e S. Pietro di Capriasco dipendente dall'Abbazia di Vezzolano a favore dell'Abbate Giacomo Spinelli. 18. Gennajo 1701 

L’anno seguente, 1702, con Bolle, 9 Settembre, di Clemente XI, il Beneficio veniva unito al Seminario di Vercelli. Però in data 8 Gennaio 1710, A. S. T. 2, si trova la riduzione del Beneficio per la morte dello Spinelli: forse l’unione conservava all’investito i frutti, vita natural durante. Esiste tuttora a Capriasco una Chiesa dedicata a S. Carlo (Cusano-Mandelli-Bosio).

Bolla del Papa Clemente XI d'unione del Priorato di S.ta Maria, e S. Pietro di Capriasco nel Territorio di S. Germano al Seminario di Vercelli. 9. 7bre 1702.

Il 26 Maggio 1946  S.M.Umberto II Re D'Italia concedeva al Cav. Mario Borgogna , proprietario della Tenuta di Capriasco  e allora Presidente del Museo Borgogna , il titolo onorifico di Marchese di Capriasco , titolo tuttora usato dai discendenti.