EVO MODERNO

Il 9 Ottobre 1598 i Duchi di Savoia cedettero in feudo il paese di San Germano al Cavaliere Spagnolo Giovanni De Mendoza, uno dei molti avvventurieri che a quei tempi conducevano bande armate al servizio dei Principi che davan loro maggio soldo o pi¨ largo paese da rapina. Il capitano De Mendoza il 20 Agosto 1610 vendette il feudo marchionale di San Germano a Giulio Cesare D'Aglie' dei Conti di San Martino, che lo possedette sotto il titolo di "Marchesato di San Germano ".

Altri nobili casati del Piemonte si succedettero poi nelle divisioni del feudo di San Germano, fra cui vanno notati, per vaste proprietÓ in paese, i Marchesi Cantono-Ceva, i Conti Castelnuovo delle Lanze, gli Avogadro di Collobiano, i Corbetti-Gratone.Dai libri degli Statuti di San Germano Vercellese, scritti nel 1552, veniamo a sapere quali erano gli uffici del Podesta' e dei Consoli, come doveva esser il giuramento del Podesta', che cosa si doveva fare in tempo di stormo ( assalto dei nemici o guerra o combattimento ), come si doveva essere armati per la difesa ed offesa, come si dovevano eleggere gli inservienti del Comune, ecc. A San Germano esisteva anche un convento, distrutto dalle soldatesche nell'anno 1613, fu riedificato e vi pose la prima pietra il P. Aurelio Corbellini di San Germano, Agostiniano. Nel Convento, i cui locali erano nella sede attuale della Banca Popol. Coop. Anon. di Novara, risiedevano di regola sei religiosi Fu soppresso nel 1802. Nel 1730 si form˛ a San Germano la "SocietÓ degli artisti" sotto la protezione del B. Antonio Della Chiesa, celebrando la festa il Lunedi' di Pasqua.