1920 - 1945

Gli anni del Fascismo

 

\\Gli anni dal 1920 al 1935 sono per San Germano  il periodo di maggior rinnovamento sotto il profilo urbanistico 

                                                                                              

Su progetto dell'Ing Guido Allorio di Vercelli , viene costruita la rete fognaria del paese , prima di essa , esistevano nelle vie e piazze del paese , dei canaletti di scolo , usati per convogliare le acque piovane e periodicamente  per la pulizia delle strade. Viene anche sistemato il Corso Vittorio Emanuele 111 (ora Corso Matteotti) con la completa riselciatura , livellazione e posa di guide in granito delle cave di Luserna Bagnolo. Viene rifatta la facciata del cimitero con la costruzione dei loculi che la stessa contiene nel suo interno. Viene ristrutturato il Palazzo Municipale , la vecchia struttura era circondata da un muro di cinta e un ampio portale ad arco posto all'ingresso del cortile prospiciente al palazzo recava la dicitura "Municipio", all'interno del cortile , nel fabbricato che ora ospita la Biblioteca Comunale , esisteva la caserma dei Reali Carabinieri con annesse scuderie per i cavalli. All'interno dell'edificio comunale erano anche collocate le aule delle Scuole Elementari.

Contemporaneamente alla ristrutturazione del Palazzo del Comune , vengono costruite : l'odierna Caserma dei Carabinieri e le Nuove Scuole , per l'occasione viene anche ricollocato , con nuovi cippi in pietra su cui sono incisi su targhette metalliche i nomi dei caduti della Prima Guerra Mondiale , il Viale della Rimembranza , nell'attuale sistemazione sulla strada per il cimitero. Viene infine realizzata con la costruzione del nuova acquedotto profondo 131 metri , la rete idrica del paese.

Si assecondarono gli studi su l'orientamento Professionale meritandosi una menzione onorevole della Direzione dell' Istituto Laboratorio Mario Fossati di Torino per l'organizzazione scientifica della produzione ; si istituirono in paese , alle dipendenze dell' Organizzazione Nazionale Balilla , il servizio di Orientamento Professionale e di assistenza agli apprendisti , chiamando a a far parte del comitato i diversi Enti Pubblici ; Sindacati Operai , Federazioni Agricole e Industriali ,le Comunità artigiane e l'Ufficiale Sanitario.

Per la gioventù come nel resto d'Italia furono organizzate le Associazioni ; Avanguardisti , Balilla , Piccole e Giovani italiane , si istituì la Società Sportiva e fù inaugurato il Campo Polisportivo di San Germano Vercellese.

 

 

 

La Nuova Facciata del Cimiotero

Disegno del progetto dell'epoca che destinava la parte est delle Nuove Scuole all' ORGANIZZAZIONE  NAZIONALE BALILLA

Acquedotto

 

 

 

 

Caserma dei Reali Carabinieri

 

 

Le Nuove Scuole

Il Municipio

Il fascismo sui muri di San Germano

Entrata al paese da Vercelli -

"E' l'aratro che traccia il solco ma è la spada che lo difende"

Piazza Umberto I°

"Chi non è pronto a morire per la sua fede non è degno di professarla"

Entrata al paese da Torino

"Ricordatevi che Roma doma"

 

Piazza Umberto I°

"Disciplina concordia e lavoro per la ricostruzione della patria"

 

San Germano raccontato nello spirito dell'epoca ( 1938 )

Ci sono tante novità a San Germano per chi , rinverdendo lo spirito di Augusto Franzoj - pioniere d'Africa e lustro di questa terra - si fosse tenuto lontano dal paese in questi ultimi quindici-vent'anni (1922-1942) e come se dovesse tornare a rivederlo allo spirare del sedicesimo anno dell'Era fascista. L'avesse lasciato un giorno canicolare del terrorismo rosso degli anni vigilari -  e che nè sangue di un generoso rurale-martire doveva trovare il crisma per la rinascita del popolo all'alba del fascismo - dopo essersi accasciato , solitario e boccheggiante su di un solitario sentiero lungo la proda del canale Cavour. Allora il contadino disertava la terra , nella rincorsa di un miraggio che era nella fola utopia comunista. E tra i campi uberti di riso , occhieggiavano come attonite sulla pianura le belle cascine , mancanti di mano d'opera e con le bovine muggenti di dolore nelle stalle poichè il mungitore non le sgravava dal latte. E anche nelle pause della lotta fratricida , San Germano era pur sempre " il semplice villaggio di pianura" " in mezzo a informi vicoli - pieni di bimbi al sole - fra squallide casipole - e rozze stradicciole - fra una chiesa e un portico - un'aia ed un orticello" - cantato dal nobile animo di un grande suo figlio - Giuseppe Deabate. Oggi , dunque , c'è qualche novità a San Germano. E non soltanto lungo le prode dei canali che scorrono fra i campi fecondi e rasserenati nella compiuta armonia sociale del fascismo. C'è , che già all'ingresso del paese , tra il giardino pubblico - a sistemazione ultimata sarà - Cascine in miniatura - ed il grandioso edificio delle nuove scuole e la nuova Caserma dei Carabinieri , si coglie già il senso del  profondo rinnovamento. Come improvvisamente espresse dal grembo della terra incisa dal solco tagliato dal vomero sempre più profondo - come più profondo si radica la fede di questa gente - sono bastate opere di mole veramente superba ,  di solidità romana e di razionalità modernissima. E cuore e cervello del borgo è diventato proprio quello spiazzo che dall'ingresso da Vercelli declina verso il Palazzo del Municipio e la chiesa monumentale : cuore e cervello romani  - cioè costruttivi. Non dico che tra le molte felici espressioni di utili realizzazioni e di bellezza e di decoro congiunti non sia lecito di fronte a questo od a quell'edificio singolo rimanere perplessi. Dico che l'insieme meraviglia. Dico che dai nuovi parco-giardino , dalla lapide-mosaico eretta su ispirazione del prof. Enzo Gazzone in nome della Patria risorta ai 50 Caduti per la guerra mondiale e per l'impero , così come dal cippo eretto a gloria del Martire fascista nel mezzo delle risaie dalla nuova principale arteria sistemata a bitumatura , dal risolto problema della fognatura attraverso tutte le vie secondarie - dall'efficiente acquedotto che dirama altra intricata rete di tubature a distribuire l'acqua sana all'intero abitato , e dalle rinverdite memorie del borgo - nel nome dei santi , di pionieri , di poeti e di eroi  si sprigiona tale volontà , potenza , consapevolezza di vita ed intuizione cosi profonda della storia e certezza cosi baldanzosa nell'avvenire , che gioia ed orgoglio si confondono in un sentimento solo. Non solo fastigi di opere pubbliche e dio memorie , però , ma anche culto devoto e umanità fiorita. Presso l'ingresso del cimitero  rifatto a nuovo e con la costruzione di colombari - tutta avvolta di freschi vapori , si è aperta una nuova piazza , creata con la copertura della vecchia roggia Molinara , orlata dal verde delle piante del Viale della Rimembranza che tende allacciarsi al paese. Ed ecco poi le opere per la maternità ed infanzia - la sistemazione dell'Asilo nido di ricovero dei bimbi pei periodi di più intenso lavoro nei campi , e che d'inverno accoglie i poveri vecchi per i quali vien apprestata una buona ed abbondante minestra. E altre opere minori occorre ricordare : l'apertura del campo sportivo ricavato sul terreno di un'antica ghiacciaia, il peso pubblico , la sistemazione interna degli uffici comunali. Lavoro fecondo per migliaia di braccia , pane per molti umili daschi , e grandiosa vittoria nel rinnovamento del borgo : un investimento finanziario di non meno di due milioni di lire in opere di carattere straordinario. Ed altre ancora sono già avviate allo studio  la sistemazione esterna dell'edificio comunale , il rinnovamento delle pavimentazioni delle vie e delle piazze comunali - dall'infaticata ansia di creare affidatasi come unica consegna nel succedersi delle diverse amministrazioni  oggi affidata al periodo commissariale del cav. uff. Grisolia , coadiuvato dall'ottimo segretario geom. Ferraris e tradotta in opere prevalentemente su progetti dell'Ing Allorio di Vercelli. Pure elaborato , ormai è anche il progetto della casa Littoria - donato al proprio paese dal segretario del fascio geom. Vietti - che s'ergerà prossimamente come simbolo di tanto tempo di opere. Giorno forse verrà in cui il mito impadronendosi dell'epoca Littoria favoleggerà di nuovi eroi , insieme Anfione e Orfeo , al cui comando musicale ed umano , le pietre di per sè stesse mosse , si saranno congiunte in sinfonia murata e gli uomini tutti di buona volontà saranno gioiosamente accorsi ad una vita sana e gagliarda.

IL CRISMA DELLA GENERAZIONE

E deriva , di San Germano , una visione che avrebbe solo dell'estatico se insieme non si rilevasse la sua anima. L'anima è nella sua gente. A questa gente laboriosa e fiera occorre rifarsi per comprendere compiutamente l'opera e la fede. E' una popolazione dalla lunga vicenda. Per scrutarne le origini e seguirne la storia come comunità paesana , occorre tornare a un mondo pio , ma esultante e giovanile , a tempi di grandi gesti , di eroismi e di miracoli non mai avvenuti al di fuori , ma dentro la vita popolare di tutti i giorni. Secondo la tradizione raccolta dal Cusano , il borgo fu chiamato San Germano dopo che ivi sostò il venerato corpo di San Germano , vescovo religiosamente traslato da Ravenna ad Auxerre l'anno 435 , e qui fu eretta , in memoria dell'evento , una chiesa. Prima il borgo aveva il nome di Villa o Valle del Bosco . Negli spogli dei secoli trovi l'antica importanza del borgo , soggetto alla signoria del Vescovo di Vercelli - l'ultimo signore fu il fiero Giovanni Fieschi tanto abile a manovrar di pastorale quanto di spada - e quindi degli abati di Sant'Andrea. Gran parte del territorio gli viene staccato agli albori del XVI secolo per il crescere di importanza di Crescentino del quale segue per decenni le vicende. I Savoia entrano in potestà del luogo nel 1337 , e più tardi erigono in marchesato a favore dei San Martino di Rivarolo. Tempi di guerre - e bagliori di fuoco s'accendono in San Germano dopo la strenua difesa all'assedio posto da Gian Galeazzo Sforza nel 1467 - tempi in cui le guerre potevano gettare il seme della civiltà , ma negli anni della pace , come acqua benefica , facevano rifiorire la pianta. La storia del borgo era confinata alle sue strade , alle piazze , alle vicende quotidiane , ai rapporti elementari fra gli uomini e sopratutto al calore dell'animo. San Germano da tempo immemorabile godeva di propri statuti , approvati dallo stesso Emanuele Filiberto di Savoia nel 1568 , confermati da Carlo Emanuele I° nel 1583 e mantenuti in vigore , attraverso alterne vicende fino al 1735. In epoche non buie ma ardenti , la vita aveva un senso cosi pieno che nella realtà , nella diretta conoscenza dei caratteri ogni vocazione religiosa trovava le sue radici. Sfolgoranti di vita popolare quanto di aureola di santità sono i beati di San Germano ; Antonio Della Chiesa , Guido Spatis ed il venerabile Belvisotti. Interpreti di una gente che rimaneva al contatto della carità umana per arrivare alla verità celeste. E con le nobili figure dei beati tornano anche quelle di altri illustri sangermanesi : Rodrido , consigliere della Gran Curia di Federico II , imperatore , il senatore Cara Pietro dei signori di Altessono Superiore , insigne giurconsulto allo Studio di Torino , e padre del senatore Cara Scipione che si distinse nella mgistratura : Aurelio Corbellini , oratore e poeta e teologo di Emanuele di Savoia , e lo stampatore Suigo. Paese vivo e ricco , pertanto , e glorioso. E paese ricco e glorioso deve rimanere. Anche se la voce , oggi par sommessa e non ha bisogno di spandersi in tutta la sua sonorità. Par delle voci che si chiamano da una finestra all'altra , nei vicoli o nelle piazze , ricamando il silenzio del borgo prettamente rurale - dopo un esperimento di industrializzazione il borgo è tornato alla sua più bella tradizione - col loro lungo , costante monologo. Ogni voce si stacca con intensità diversa - cose diverse sono le espressioni di vita in ogni famiglia - ed il rettangolo di ogni finestra par che se ne illumini come un piccolo palpito di luce : ed è un'anima che si confida è una volontà che crea. Discorsi austeri , aspirazioni di gente operosa. A sera riunioni al Dopolavoro : modesto ma per nulla spregevole. Musica italiana : rassegna di canzoni : talvolta recitazioni di drammi popolari del bel tempo antico. Ogni motivo un viso amico e un'esperienza , una tappa di vita. Ma contate  gli esecutori : forse quindici . Contate il pubblico : precisamente dieci. A San Germano si lavora tanto in autunno che il miglior dopolavoro è giudicato di andare saggiamente a letto. Ma di San Germano come dire dei campi fecondi , trionfanti sotto il sole ? Sessantamila quintali annui di riso : diciottomila di grano , oltre tutte le altre produzioni cerealicole , zootecniche minori. E canti arguti di galli sullo schiamazzo roco delle galline , e muggiti lenti di mucche ripercossi da cascinale a cascinale , tra rintocchi fondi di campane che dalla parrocchiale chiamano quelli delle confraternite e quelle della Strella e dalle grandi superbe cascine di Robarello , la Petiva , Capriasco. Scriviamo pure a conclusione : armonia nella fede e nelle opere . Vedere i nostri borghi del Vercellese : si raccolgono accenti bastanti per modesta fatica come la nostra , a dimostrare che alla bellezza ed alla storia si è unita la forza ed una nuova volontà diritta come una spada il vercellese del tempo di Mussolini , è tutto vibrante di opere e di canti.