San Germano nel 1869

spaccato della realtà amministrativa e commerciale

 

 

Dal dizionario corografico dell'Italia: opera illustrata -Volume 7 - 1869

S. GERMANO VERCELLESE, già S. GERMANO. - Comune.

Comprende la frazione di Viancino o Vianzino.

Ha una superficie di 3469 ettari.

La sua popolazione di fatto, secondo il censimento dcl 1861, contava abitanti 4012 (maschi 1954 femmine 2058); quella di diritto era di 4118.

Gli elettori amministrativi nel 1865 erano 245, e 133 i politici, inscritti nel collegio di Santhià.

Ha ufficio postale e pretura di mandamento.

Appartiene alla diocesi di Vercelli.

Nella circoscrizione elettorale è sede di sczione con 341 elettori.

Il suo territorio è tutto piano e fertilissimo. È ben coltivato e produce ogni specie dicereali, molto fieno, gran quantità di legname, riso e ravizzone in copia. E bagnato dal naviglio di Santhià, le cui acque servono mirabilmente alla irrigazione.

S. Germano Vercellese è una grossa terra situata in mezzo a ben coltivate campagne, sulla strada provinciale che viene da Santhià, a ponente da Vercelli, da cui dista 14,400 metri. E luogo ricco e commerciante e contiene molte belle case. Nel centro vi si vede una piazza circondata da portici. La chiesa

parrocchiale è dedicata a s. Germano. Vi era anche un convento.

Questo luogo è cinto all’intorno dal naviglio di Santhià, che vi si tragitta su due ponti.

Gli abitanti di S. Germano sono robusti, solerti, industriosi.

S. Germano Vercellese era uno dei più cospicui luoghi dell’antico contado di Vercelli, ed aveva assai vasto territorio. Cominciò a perdere importanza quando Crescentino aumentando in prosperità venne nel 1242 associato alla cittadinanza di Vercelli e fu elevato nel 1310 a libero comune, distaccandolo da quelli di S. Germano e di Livorno. Da quest'epoca S. Germano segui le sorti di Crescentino.

In seguito S. Germano fu eretto in marchesato a favore dei San Martino di Rivarolo.

S. Germano Vercellese ebbe altre volte proprii statuti, che vennero compilati nel 1530 ed approvati da Emanuele Filiberto con diploma del 1568 e da Carlo Emanuele I con lettere del 1583. Di questi statuti si conserva una copia manoscritta in carattere antico in un volume.

S. Germano Vercellese diede molti chiari uomini alla Chiesa, alle lettere e allo Stato. Fra essi si ricordano Corbellino Aurelio di San Germano, Eremitano di S. Agostino, oratore, poeta e teologo di Carlo Emanuele di Savoia: dettò molte opere. Eugenio Cara Bigiotti di S. Germano, Canonico Regolare Lateranense, molto versato nelle teologiche discipline e valente oratore: esso pure pubblicò varie opere: morì in età di 60 anni. Pietro Cara, rammentato con lode dal Tiraboschi, latinista, ed elegante poeta. Fu senatore al tempo della reggenza di Iolanda, madre di Filiberto I e Carlo I.