Il Grande Sciopero del 1906

Il nuovo secolo Ŕ appena iniziato all'insegna del progresso che stÓ lentamente cambiando il volto delle cittÓ. Nelle campagne non c'Ŕ tempo di pensare a niente all'infuori dei campi. Le condizioni dei lavoratori , e dei contadini in modo particolare nell'agro vercellese , erano condizioni di inumano trattamento , servit¨ della gleba , orari dall'alba al tramonto , fanciulli piegati dalla fatica fin dalla tenerissima etÓ , nessun accordo sindacale , nessuna legge protettiva. I salari erano fissati dal padrone a suo arbitrio , ed erano salari da fame , la mortalitÓ infantile altissima , l'analfabetismo dilagante.

In questo periodo difficile , i contadini vercellesi si organizzano in associazioni e Leghe. A San Germano nel 1901 viene fondata la Lega dei Contadini , e giÓ nel primo anno di vita conta 210 soci , nel 1905 giÓ esiste una sezione socialista , guidata da Terzo Chiappo e Agostino Grassis .

Il Capitano Carlo Campari ottiene per questi eventi nel maggio 1906 una decorazione al valore ; Medaglia di bronzo al V.M. - PerchŔ in occasione di tumulti popolari, alla testa del suo squadrone, benchŔ ferito due volte da colpi di sasso, tenne contegno energico, risoluto e prudente, riuscendo a ripristinare l'ordine senza che fosse fatto uso delle armi. San Germano Vercellese, Novara, 31 maggio 1906. Regio Decreto 18 aprile 1909..

I primi scioperi a San Germano iniziano Mercoledi 8 Marzo 1905 , per esigere dai proprietari agrari il rispetto del Regolamento Cantelli , che regolamenta gli orari di lavoro nelle risaie (inizio un'ora dopo il levar del sole e fine un'ora prima del tramonto ) , lo sciopero si estende anche nei paesi vicini di ; Pezzana , Tricerro , Ronsecco , Trino e Sali. In questa battaglia per le otto ore di lavoro in risaia , si distingue per tenacia l' Avv. Modesto Cugnolio , coordinatore delle varie Leghe contadine dei paesi del basso vercellese (sarÓ poi eletto Consigliere Provinciale nel 1907 e Deputato nel 1913).

E' il 1906 l'anno pi¨ intenso delle lotte contadine , il 25 Maggio scoppia senza preavviso nel vercellese uno sciopero generale , con un'imponente manifestazione a Vercelli , a cui partecipano parecchi Sangermanesi , ma Ŕ il 31 Maggio che a San Germano si hanno gli scontri pi¨ violenti , tra i Lancieri di Novara di stanza a Vercelli alla caserma San Giacomo , e diversi scioperanti Sangermanesi accusati di aver illegittimamente privato della libertÓ personale , il Sindaco Antonio Roncarolo e gli agricoltori ; Secondo Bosio , Rinaldo Varalda , e il geom. Pietro Perazzo . Questi sarebbero stati tenuti per pi¨ ore prigionieri nella sede municipale , dove si erano riuniti per cercare un accordo con gli scioperanti . Gli scioperanti avrebbero inoltre oltraggiato e minacciato , ufficiali , carabinieri e soldati , con epiteti come ; cosacchi , vigliacchi , avrebbero usato violenza al delegato di pubblica sicurezza Giuseppe Fumagalli , e avrebbero ferito il capitano Carlo Campari ad una gamba , con un punteruolo , ed il soldato Orfeo Torri ad un occhio con un sasso . I negozi per diversi giorni tennero abbassate le saracinesche , e proseguendo lo sciopero , venne acquartierato in paese , una compagnia di fanteria. Diversi dimostranti vennero tratti in arresto , e trasferiti in carcere a Vercelli , in paese ad opera del maestro Alessandro Gionino viene organizzato un comitato pro-carcerati con l'intento di raccogliere fondi per le famiglie dei reclusi , in quetsa occasione i Sangermanesi dimostrarono grande solidarietÓ.

Il 4 ottobre1906 si svolse presso il Tribunale di Vercelli il processo dei fatti del 31 Maggio , 40 erano i testimoni , 13 gli imputati:

Il Pubblico Ministero chiede la condanna del Ruggini a 2 anni 500 lire di multa , il Garella a 2 anni e 500 lire di multa , Leone a 15 mesi e 500 lire di multa , Bellomo a 5 mesi , Varzoletti a 5 mesi e 150 lire di multa , Minaglia a 10 mesi  e 500 lire di multa , Cagna a 10 mesi e 250 lire di multa , Emanuele Margherita a 15 mesi e 500 lire di multa , Emanuele Emilia a 12 mesi e 20 giorni e 300 lire di multa , Accotto  a 10 mesi e 500 lire di multa , Buffa a 10 mesi e 500 lire di multa , Mosca a 10 mesi e 500 lire di multa.

Il Tribunale emette le seguenti sentenze; Ruggini 2 anni di detenzione e 500 lire di multa , Garella 2 anni di detenzione e 500 lire di multa , Leone 15 mesi e 500 lire di multa , Bellomo 5 mesi di detenzione , Cagna 10 mesi e 250 lire di multa , Emanuele Margherita 15 mesi e 500 lire di multa , Emanuele Emilia 12 mesi e 20 giorni e 300 lire di multa . Assolve dalle imputazioni loro ascritte la Varzoletti , Minaglia , Accotto , Buffa , Cornalino e Mosca. Sospende la pena per la Cagna , Emanuele Emilia e la Bellomo.

Gli scioperi continueranno ancora per alcuni anni con motivazioni anche diverse , ma la battaglia per le otto ore era vinta.

 

I fatti e i protagonisti raccontati nel processo del 05-10-1906

I Fatti

Il 31 maggio scorso a San Germano Vercellese durante lo sciopero dei mondarisi accadevano gravissimi disordini. I contadini assediarono il Municipio per costringere i proprietari a capitolare . Durante le cariche di cavalleria fatte da uno squadrone di lancieri Novara rimasero feriti il capitano Carlo Campari e il soldato Orfeo Torri. Quali responsabili dei gravi disordini furono arrestati , dopo accurate indagini , il 12 giugno , il dottor Ruggero Ruggini , di Ravenna , di 47 anni . artista drammatico , e il 23 dello stesso mese , il contadino Garella Carlo , d'anni 23 , e denunziati all'AutoritÓ giudiziaria altre undici persone , e cioŔ : Bellomo Teresa d'anni 56 , maestra elementare di San Germano ; Leone Francesca di anni 50 , contadina di San Germano ; Verzoletti Angela , d'anni 15 , contadina di San Germano ; Minaglia Maria d'anni 59 di San Germano ; Cagna Teresa , d'anni 17 , contadina di San Germano ;Emanuele Margherita , d'anni 26 , ed Emilia , d'anni 30 , sorelle nate a Crova e  residenti a San Germano ; Accotto Maria , d'anni 22 , nata a Vercelli e residente a San Germano ; Cornalino Angela , d'anni 33 , maritata Vassio , contadina di San Germano ; Mosca Angela maritata Vassio , d'anni 61 , nata a Palazzo Canavese e residente a San Germano , contadina e Buffa Pietro , d'anni 39 , contadino di San Germano. Il Ruggini , dottore in legge , faceva parte di una modesta Compagnia drammatica , che da qualche tempo aveva piantate le tende in un arena di San Germano. E' vedovo di una figlia di Achille Dondini. Egli Ŕ quindi cognato di Cesare Dondini e di Ferruccio Benini. Tutti i tredici imputati , che furono sentiti con mandato di comparizione , sono comparsi stamane dinanzi al nostro Tribunale per rispondere dei reati a loro addebitati. Il Garella Ŕ recidivo ; il Ruggini in particolare Ŕ imputato di avere in quel giorno e nei giorni prossimi e precedenti, in San Germano , pubblicamente istigato a commettere i reati contro la libertÓ , contro l'AutoritÓ e contro le persone su indicate , e di avere incitato la folla dei contadini in sciopero alla disubbidienza delle leggi e all'odio fra le varie classi , in modo pericoloso per la pubblica tranquillitÓ. Sono citati quali parti lese , il Sindaco Geometra Roncarolo , i Signori Geom. Perazzo , Bosso e Varalda , il capitano Campari ed il soldato Torri ; vi sono sei testi d'accusa e 33 testi a difesa. Difendono gli imputati gli avvocati ; Gherardini di Torino , Umberto Savio di Biella e Costantino Greppi di Vercelli.

L'udienza antimeridiana

L'Avv . Gherardini , a nome anche dei colleghi della difesa , solleva un incidente sulla competenza del Tribunale , che dovrebbe rinviare gli imputati al giudizio delle Assise. Il Pubblico Ministero sostiene invece che la prima parte generica dei capi d'imputazione riguardante gli imputati Ŕ di competenza del Tribunale. Nota poi che l'incidente Ŕ prematuro , poichŔ ancora non si hanno notizie di danni patiti dalle persone sequestrate . Si vedrÓ se cio risulterÓ dallo svolgimento del processo. L'avv Gherardini ribatte , ma il Tribunale respinge l'stanza della Difesa, e il presidente passa all'interrogatorio degli imputati.

L'interrogatorio degli imputati

Il Dott. Ruggini , che parla egregiamente dice :"Nego assolutamente di aver usato violenze, nego di aver parlato in pubblico a San Germano . Solo ad Olcenengo , previo permesso dell'AutoritÓ , esortai i contadini ad essere calmi , e li invitai a fare dimostrazione pacifica nell'interesse del lavoratore. Raccomandai loro vivamente di non lanciare sassi e di non unirsi a turbe di scioperanti allo scopo di andare a commettere attentati alla libertÓ del lavoro . Sono romagnolo e me ne vanto . Aborro la menzogna! Conto quindi le cose come realmente stanno. Io raccomandavo la calma . Come si fa ad imprecare tenendo le mani giunte? Me ne appello a tutti gli artisti drammatici  , da Modesto Salvini al pi¨ modesto degli attori . Non usai violenze , ne oltraggiai . Solo quando vidi giungere la cavalleria al trotto gridai: Non fate i cosacchi! L'epiteto di vigliacchi! non fu da me proferito ."- Cornalino Angela , che Ŕ ammalata , lavor˛ tutto il giorno . Alla sera si trov˛ in mezzo ai dimostranti. Solo grid˛: "Vogliamo le otto ore!" non fece nulla di male.- Garella Carlo , vide avanzarsi la cavalleria . Temendo di essere schiacciato , si rifugi˛ nel cortile del Municipio . Non grid˛ ne tir˛ sassi. Leone Francesca , spinta dalla folla , che era messa in fuga dalla cavalleria , entr˛ nel cortile comunale. Tremava dalla paura come una foglia . Fuori si gridava che avevano ucciso una donna e una bambina. La maestra Bellomo Teresa , spinta dalla curiositÓ , si rec˛ a vedere ci˛ che succedeva. Le altre imputate si limitano a dire che non fecero nulla.

Le parti lese

Il capitano Carlo Campari , comandante lo squadrone , in seguito ad ordine del delegato , verso le ore 10,30 si port˛ in piazza coi suoi soldati. Udý un individuo che aveva un panciotto rosso , a gridare : Vigliacchi! Vigliacchi! - Presidente - Lo riconoscerebbe? - Teste - Sissignore. - Presidente - Ruggini , alzatevi! - Teste - E' lui - Imputato - Pensi bene , capitano! AvrÓ udito gridare : Cosacchi , ma non Vigliacchi. - Teste - Lo ripeto che udii chiaramente gridare per due volte :Vigliacchi , all'indirizzo dei soldati. Caricando , il capitano Campari fu colpito da diverse sassate , Si ebbe una ferita alla faccia , prodotta da un colpo di pietra , ed una ferita ad una gamba , prodotta da un colpo di punteruolo. Fu costretto a tenere il letto per un mese ; la ferita si rimargin˛ dopo due mesi e mezzo. Il geometra Roncarolo Antonio , sindaco di San Germano , ora dimissionario , narra che la Commissione degli agricoltori si trovava sequestrata in Municipio. Il Palazzo comunale era circondato dalla folla. Erano migliaia di persone che gridavano: Vogliamo le otto ore! Fu mandata la Commissione dei contadini a consigliare i compagni ad allontanarsi dal Municipio , ma inutilmente . Gli scioperanti risposero che non si sarebbero mossi se non avessero ottenuto la mercede e l'orario desiderati. Gli agricoltori ; geometra Perazzo Pietro , Bodo Secondo e Varalda Rinaldo riferiscono che ereano assediati . Impossibile era uscire. Torri Orfeo , soldato di cavalleria , fu ferito davanti al Municipio da una sassata all'occhio sinistro. Il suo cavallo ricevette una bastonata sul muso . La gente scappava entro il cortile.

Testi d'accusa

Il Cav Giuseppe Fusi , delegato di pubblica sicurezza espone una diligente cronaca dei fatti avvenuti in questa burrrascosa giornata a San Germano . Afferma , fra l'altro , che quando si trov˛ a passare in mezzo alla folla tumultuante , vide il Ruggini , il quale ebbe ad esclamare ad alta voce : Passa la violenza. La colonna degli scioperanti provenienti da SanthiÓ era capitanata dal Ruggini e da un altro uomo. Degli imputati riconosce anche il Garella . le due Emanuele e la Leone. Quest'ultima era una delle pi¨ inferocite . Il teste afferma che il Ruggini ebbe pi¨ volte a parlare in pubblico. Il brigadiere dei carabinieri Giuseppe Thiene comandante la stazione di San Germano , riferisce pressapoco le stesse cose. Dichiara poi di aver udito il Ruggini gridare all'indirizzo dei soldati : Vigliacchi ! Vigliacchi ! Non sa se i feritori del capitano Campari e del soldato Torri possano essere gli attuali imputati. Consolini Italo , Lanciere , narra d'aver saputo da un camerata che il Ruggini aveva chiesto se i moschetti erano carichi a palla o a salve. Il Ruggini protesta . Egli dice: Ma Ŕ possibile una cosa simile! Non val neanche la pena di rispondergli!... . Il soldato Casagrande sa che il delegato Fumagalli voleva uscire dal Comune , ma ne fu impedito dalla folla.

I testi a difesa

I testi a difesa Rossetti Carlo , Massone Antonio , Greppi Antonio , Vasco Stefano , Massara Giovanni , Vietto Luigi , membri della Commissione dei contadini , asseriscono che la popolazione non impediva l'uscita delle Commissioni dal palazzo municipale. De Bernardi Angela , depone che il Ruggini consigliava la folla a ritirarsi dalla piazza. Il maestro Gionino Alessandro conosce il Ruggini per un gentiluomo . Quando ebbe a parlare alla folla sempre raccomand˛ la calma. Il dott. Vincenzo Gazzone , medico condotto dichiara che il Ruggini , essendo un individuo dedito all'alcool , si esalta facilmente. Come perito afferma che la ferita alla faccia riportata dal capitano Campari Ŕ certamente stata causata da un colpo di pietra ; ma quella al ginocchio prodotta da un corpo contundente non ben precisato potrebbe essere conseguenza di una disgrazia. L'impresario Villa Agostino conobbe il Ruggini , che trov˛ persona compitissima , Sentý dire che se non fosse stato per i due comici , che facevano opera di pace , sarebbe accaduto qualcosa di grave. Moggio Virgilio , contadino era quella sera nel cortile del palazzo comunale vicino al Garella , il quale teneva le braccia incriciate. Vide anche la maestra , che era tranquila .

RUGGINI Ruggero fu Agostino d'anni 47 , nato e domiciliato a Ravenna , artista drammatico.
GARELLA Carlo di Antonio , d'anni 23 nato e residente a San Germano , contadino
LEONE Francesca fu Germano , d'anni 50 nata e residente a San Germano , contadina
BELLOMO Maria Teresa Serafina fu Giuseppe , d'anni 56 nata e residente a San Germano , maestra elementare
VARZOLETTI Angela di Pietro , d'anni 15 nata e residente a San Germano , contadina
MINAGLIA Maria fu Pietro , d'anni 59 , nata e residente a San Germano , contadina
CAGNA Teresa di Francesco , d'anni 17 , nata e residente a San Germano , contadina
EMANUELE Margherita fu Giuseppe , d'anni 26 , nata a Crova  e residente a San Germano , contadina
EMANUELE Emilia Antonia fu Giuseppe , d'anni 20 , nata a Crova e residente a San Germano , contadina
ACCOTTO Maria di Pietro , d'anni 22 , nata a Vercelli  e residente a San Germano , contadina
BUFFA Pietro fu Giovanni , d'anni 39 , nato e residente a San Germano , contadino
CORNALINO Angela fu Germano , d'anni 38 , nata e residente a San Germano , contadina
MOSCA Angela fu Genesio , d'anni 61 , nata a Palazzolo Canavese e residente a San Germano
GLI  SCIOPERI  RACCONTATI  DAI  GIORNALI  DELL'EPOCA

 26 FEBBRAIO 1907

 

30 MAGGIO 1906

2

 

12 MARZO 1905

 

Biografia di un protagonista

ACCOTTO, Giovanni

Nasce a Biella il 28 febbraio 1887 da Giuseppe e Teresa Cominetti, muratore. Ancora bambino abbandona con la famiglia il paese d’origine per recarsi a vivere a San Germano di Vercelli. Negli anni dell’adolescenza inizia a frequentare gli ambienti sovversivi locali maturando una spiccata coscienza politica anarchica. Nel 1904 emigra in Svizzera in cerca di lavoro e, dopo aver soggiornato per alcune settimane a Berna, si stabilisce a Zurigo guadagnandosi da vivere come muratore. Rientrato a San Germano nell’inverno 1906, si adopera in una fervida attivitÓ di diffusione di materiale propagandistico libertario tra le masse proletarie. Costanti, poi, sono i suoi collegamenti con alcuni esponenti del movimento rifugiatisi in Svizzera e con singole personalitÓ militanti attive nelle altre regioni dell’Italia settentrionale. Segnalato dalla Questura di Novara quale “propagandista di teorie anarchiche, che serba verso le autoritÓ un contegno spavaldo e sprezzante”, viene sottoposto a misure di sorveglianza di polizia. Nel maggio 1906, resta coinvolto negli scontri tra dimostranti ed esercito scoppiati nel corso di uno sciopero operaio di protesta. Arrestato e denunciato all’autoritÓ giudiziaria per oltraggio e violenze verso la truppa, Ŕ assolto dalla Camera di Consiglio di Vercelli per insufficienza d’indizi. In seguito a questo episodio, A. decide di allontanarsi da Biella per dirigersi a Torino, dove trova occupazione presso il corpo dei pompieri. Dopo aver preso parte ad alcune agitazioni indette dal movimento in cittÓ, egli non svolge per˛ pi¨ iniziative politiche di rilievo, tanto che, giÓ alla vigilia della Grande Guerra, le autoritÓ provvedono a revocare le misure di vigilanza nei suoi confronti “in considerazione della buona condotta morale e politica serbata”. Muore a Torino, il 21 aprile 1927. (F. Giulietti).

29 MAGGIO 1906