San Germano e Vittorio Amedeo I

 

 

Siamo nel 1615 , Carlo Emanuele I avendo cambiato le alleanze del Ducato di Savoia teme che i suoi vecchi alleati ( spagnoli ) si preparino a minacciare la parte orientale del suo Ducato .

Carlo Emanuele. Vedendo adunque il proprio figlio Vittorio Amedeo I dotato di tutte le virtù che a perito capitano si convengono , avrebbe questi dovuto sempre tenerlo a capo delle milizie, cui era tanto atto a governare, lo incarica di verificare lo stato delle milizie e delle fortificazioni del vercellese.

Il ventottenne Vittorio Amedeo I invia Monsignor di Lodi e Monsignor di Sanfront a San Germano e Santhià per conoscere le riparazioni alle fortificazioni che si potevano fare. I due riferiscono al giovane Principe che San Germano si poteva ancora recuperare , mentre per Santhià non era possibile fare qualcosa che ne valesse la pena "tanto più acomodando bene San Germano come si fa e con facilità; non posso credere loro siano per venire a Santià e concluderò con parer di monsignor di Sanfront, Comend. della Manta e Monsignor di Lodi che quello o scritto con altri sij più servizio di V. A., stando noi altri come stiamo ; e saremo tanto più deboli quanti più posti avremo da guardar ». Vedendo il Commendator della Manta e Monsignor di Lodi e sopra tutti il Sanfront favorevoli all'abbattimento delle fortificazioni di Santhià"

. Vittorio Amedeo chiede subito al padre Duca di accordare la demolizione delle mura di Santhià e l'abbandono di quella terra , ma il vecchio Duca è contrario a tale decisione " e se il nemico ha paura e timore grande , ci pare che tanto manco causa habbiamo di venire al suddetto smantellamento, che sarebbe adesso di poca reputazione".

Vittorio Amedeo I si adopera anche in una riorganizzazione delle milizie nel territorio vercellese ; lascia 600 savoiardi veci a Vercelli con 2000 alleati francesi mentre in San Germano teneva 800 tra Vallesani, Svizzeri e Piemontesi e " messo altri archibugieri a cavallo su la strada per assicurare il passo e perchè non lasciassero svalisare le genti...". Altri 800 soldati erano acquartierati a Santhià .

Qualche anno dopo Vittorio Amedeo I lo ritroviamo col fratello Tommaso all'assedio di San Germano , che occupato dagli spagnoli di Tommaso Caracciolo tenevano in scacco il passo verso Vercelli.  Ma l'assedio non si risolse con la liberazione del nostro Borgo , perchè le nuove fortificazioni approntate dagli spagnoli su progetto del Floriani , avevano reso  San Germano un luogo imprendibile.

Il 26 Luglio 1630 muore Carlo Emanuele I e Vittorio Amedeo I diventa il nuovo Duca . Vittorio Amedeo cercò in ogni caso di potenziare il piccolo esercito che aveva ereditato dal padre, decimato dalle guerre di successione del Monferrato. Dall'esempio che Gustavo II Adolfo di Svezia stava dando all'Europa, il duca di Savoia aveva capito l'importanza di un esercito stabile e ben addestrato. Vittorio Amedeo I ordinò di potenziare l'artiglieria, che divenne una delle più imponenti d'Europa, anche grazie all'apertura di un'apposita scuola per artiglieri. Nei sette anni del suo regno, il duca di Savoia riuscì a contare sotto le armi ben 20.000 uomini. Nei sette anni del suo regno si avvarrà anche del prezioso aiuto del sangermanese Pietro Lorenzo Barozzi , come Segretario e Consigliere di Stato.

Vittorio amedeo I muore a Vercelli il 7 ottobre 1637

L'ultimo passaggio di Vittorio Amedeo I in San Germano , avverrà il 4 luglio del 1638  nel nostro borgo passarono 1500 uomini della guarnigione di Vercelli che arresisi agli Spagnoli e con 3 pezzi di cannone al seguito , trasportavano in marcia verso Santhià  il corpo del Duca con destinazione Torino per essere tumulato nei sepolcri reali.

 

 

 

 

VITTORIO AMEDEO I